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Te lo do io il Festival! PDF Stampa E-mail
Scritto da lulu    venerdì 06 febbraio 2009
RELAZIONE/PROPOSTA
nuove regole per la promozione della musica   
“TE LO DO IO IL FESTIVAL...”    

www.fiofa.net
www.myspace.com/fiofa_italia

Di seguito una proposta di regolamentazione nata dalla firma del Nostro Presidente.
Un’importante e preziosa occasione per riflettere sullo stato della musica e dei giovani in Italia

Visto l’ormai confermata crisi del settore musica in particolare in quello della produzione discografica per una reale carenza di spazi in cui proporre al grande pubblico nuovi artisti, è il momento di portare all’attenzione delle istituzioni una seria riflessione con delle proposte che possano incentivare e rilanciare il “ made in Italy” della produzione artistica e musicale.
I problemi del settore sono indubbiamente molti e non a caso si è creata un “vera” crisi da tempo paventata, ma mai realmente esistente come in questi ultimi anni. Da cosa deriva? Da una serie di concomitanze che hanno diminuito le vendite dei supporti (prima di tutti i CD) e reso più rare e complesse le esibizioni in pubblico.
L’argomento è ampio, ma vale la pena focalizzare alcuni punti base e di particolare importanza.
Individuiamo prima di tutto dove sono le carenze:
 
-     mancanza di spazi mediatici dove promuovere la musica ed in special modo le nuove produzioni
-     festival e rassegne che si occupano della ricerca e la scoperta dei nuovi artisti e della nuova creatività relegati in un angolo di nicchia
-     le radio con programmazioni predestinate e poco propense al nuovo
-     la TV totalmente assorbita da reality e talk show dove è “out” musica e nuovo
-     il festival della canzone italiana ( sanremo) così concepito non serve più alla discografia. È inadeguato, non al passo con i tempi e fuori dalla reale visione del pubblico fruitore della musica.

Il FESTIVAL DELLA CANZONE ITALIANA è senza dubbio il punto focale a cui fa riferimento un intero settore per ottimizzare un lavoro svolto con impegno, professionalità ed investimenti più o meno rilevanti. Ma se non funziona, come succede da diversi anni, man mano tutta la filiera ne risente e si entra in una inevitabile crisi ad  “ effetto domino”. Da qui la necessità di riscrivere le regole iniziando dall’evento cardine, che è o dovrebbe essere lo specchio della musica italiana nel mondo, come è stato in tempi migliori. Al Festival deve tornare ad essere protagonista la “canzone”, di conseguenza gli autori, gli artisti che la interpretano, e chi li produce discograficamente.
Qui entrano in gioco gli altri elementi dei vari punti elencati come spazi mediatici, radio, tv, la ricerca attraverso festival e rassegne che si occupano del nuovo.
In questo momento il “ Festival di Sanremo” è un programma televisivo di spettacolo vario, finalizzato a pubblicizzare la Città di Sanremo, Stilisti, Film, programmi Rai,  ma il “Festival della canzone italiana di Sanremo” è un’altra cosa, un patrimonio che si è perso e va recuperato.
Alla redazione del regolamento dovranno partecipare tutte le componenti coinvolte nell’industria della produzione discografica.
                
Regolamentazione sulla scelta dei brani e degli interpreti.
 
Bando di concorso aperto a tutti gli autori attraverso le  Case Editrici.
Rivalutazione del ruolo dell’editoria musicale che sarà preposta a ricevere le canzoni dei vari autori ed alla relativa selezione.
Rivalutazione dei produttori discografici preposti alla scelta degli interpreti da proporre agli editori per creare gli abbinamenti autori-interpreti.
Dare valore e ruolo a festival e rassegne quali fautori della ricerca della nuova creatività e nuovi artisti, dando l’opportunità ai vincitori di partecipare ad una (o più) trasmissioni televisive da dove selezionare l’artista/autore che accederà al festival.
Accordo a monte con emittenti radio e televisive per realizzare le vetrine promozionali degli artisti con una serie di trasmissioni in modo da dare visibilità a tutti i selezionati.
 
Regolamentazione della fase esecutiva e promozionale.

Una volta selezionate le canzoni e gli interpreti sia nuovi artisti che famosi, si passa alla fase seguente.
 
Prima
Tenendo presente sempre che la protagonista è la canzone, si propone un accordo con radio e tv per creare una serie di vetrine audio e video 15 giorni prima del festival, dove ascoltare i brani prescelti “ anteprima festival” in radio e  vedere l’artista in special TV tramite video. Abolire l’assurdo di ascoltare le canzoni solo le serate del festival, in modo da far recepire al pubblico tutte le sfumature del brano e dell’artista interprete.
 
Durante
Riportare la doppia esibizione dei brani nelle serate con arrangiamenti diversi ed interpreti diversi, invitando possibilmente interpreti stranieri che in questo modo esportino la canzone “made in Italy” nel mondo rivalutandola a livello internazionale.
Il testo non dovrà essere necessariamente in italiano, tenendo conto della globalizzazione e la multietnia dando la possibilità di far capire ed esportare la nostra canzone.
Naturalmente gli autori e compositori dovranno essere rigorosamente italiani.
Eliminare le categorie una volta raggiunte le serate finali del festival in modo che la gara sia sulla valutazione della canzone indipendentemente da chi la interpreta e gli artisti saranno tutti sullo stesso piano.
 
Dopo il festival
La visibilità e la promozione non dovrà finire con la fine del festival.
Importante programmare tutte le canzoni con vetrine radio e tv  in trasmissioni “dopo festival” almeno per un mese.
Tutto questo incentiverà la produzione, la creatività perché sia produttori, autori, interpreti avranno qualcosa di serio e tangibile per cui aver lavorato e studiato con prospettive per il futuro: gli editori ritroveranno stimoli alla ricerca di nuovi autori,
incentivando e stimolando la creatività, festival e rassegne non organizzeranno più le loro ricerche senza prospettive per chi vi partecipa e il vivaio dei nuovi talenti si accrescerà di nuovi entusiasmi.
Chiedere subito un incontro alla Rai ed alle istituzioni sindacali e politiche preposte e convocare una tavolo con le associazioni e realtà interessate.  
 
Durante l’anno “oltre il festival di Sanremo”
Sensibilizzare le Televisioni sia Rai che Mediaset e in genere tutta l’emittenza dei network nella realizzazione di programmi mensili per la promozione della musica italiana, dove l’industria piccola ed indipendente possa proporre il meglio della propria produzione.
Nella stessa maniera anche l’emittenza radiofonica dovrà seguire questa linea.
Le programmazioni radiofoniche dovranno avere una quota prefissa di produzioni italiane almeno del 40%.

Qualche utile riflessione:
Rilevando il polso della discografia, da più parti è emerso un allarme giustificato sulla realizzazione di programmi tv che, in apparenza, sembrano risolvere un problema, che invece viene proprio aggravato dal sistema di questi programmi.
Infatti non sono certo trasmissioni come “XFactor” o “Amici” che risolvono, anzi come è parere della maggior parte dei produzione discografica, indubbiamente in crisi, danno un ulteriore peggioramento della situazione.
Il perché
Si sostituiscono pericolosamente ai produttori discografici con proprie strutture  sfruttando la visibilità e la popolarità televisiva a proprio uso e consumo, penalizzando, in questo modo, il lavoro paziente e costruttivo della piccola industria indipendente e non, che non ha possibilità di accedere ai grandi meccanismi mediatici, svilendo così e affossando sempre più tutta una intera categoria.
Uso sbagliato del mezzo
E’ nostro avviso che non sia il modo di uscire dalla crisi, ma il sistema per crearne di più, con un monopolio comandato da pochi eletti in contrasto con il mondo del lavoro al limite della legalità incentivando una non edificante concorrenza sleale.
 
In riferimento a queste considerazioni e proposte, riteniamo si debba aprire un serio confronto fra tutti i protagonisti del settore. Per questto il Coordinamento Nazionale degli AMICI DELLA MUSICA, di cui FIOFA fa parte, facendosi carico della proposta creerà una occasione pubblica di confronto, con l’obiettivo di consentire l’approfondimento di questi temi, dando un contributo al miglioramento della produzione musicale italiana.
 
Relazione di Pino Scarpettini (presidente FIOFA)
 
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